Un naso da taschino

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Accorgersi è un odore
lo percepisci
attraverso una stanza
piena di persone
lo riconosci per la strada
dietro un bancone
sulla metropolitana
come un’amplificazione.

Esce fuori
sospeso colorato
rende il resto
grigio opaco ignorato.

Sa di buono
sconosciuto familiare
bisbiglia e ti risveglia
sa di una pelle diversa
che però ti somiglia.

Non serve la vista
non servono parole foto informazioni.
Per accorgersi
un naso basta
un naso con una freccia
un naso da taschino.

L’essenza alle narici arriva
inevitabilmente
e però assaggiare no
quella è una scelta ed è importante.

Guardare e guardarsi
ascoltare e ascoltarsi
per scoprire che a volte
non è giusto
e anche un buon odore
al sapore dà il disgusto.

Se accorgersi è un odore
apprezzare è un tempo:
per essere indolore
dev’essere l’ora di cena.

All’orario sbagliato
dopo un morso o un sorso
ti viene il mal di pancia
ti senti sazio
oppure come un vizio
compulsivamente lo esaurisci
estenuato.

Un giorno un raffreddore
ha rotto
il mio naso da taschino.
“E’ tutto più facile senza!”
mi sono detta
e non mi sono curata
nascondendomi soltanto
dentro un fazzoletto.

E però il fazzoletto
che mi proteggeva
mi soffocava
intristiva ovattava alienava
così con fatica
l’ho strappato via.

Ora disorientata correndo
alleno il mio naso
ad accorgersi, annusare.
Ora lo aggiusto
per poter di nuovo assaggiare
per poter scegliere
se innamorarmi o amare.

Published by silvialazzaris

Italian writer based in the UK.

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